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La
Vita di S. Francesco di Sales ©
Ugo Russo
Nacque a Sales, presso
Thorens , a tre leghe da Annecy in Savoia, nel 1567. Intraprese da
giovane una brillante carriera nella magistratura.
Dopo aver seguito il
corso filosofico a Parigi, si laureò, con il massimo dei voti in Legge,
a Padova.
Fu nominato Consigliere del parlamento di Chambery,
ma rifiutò con decisione.
Nel 1593 lascia tutto per diventare
sacerdote, della Diocesi di Ginevra. La Città è la roccaforte del
Calvinismo, evitata dal vescovo cattolico, che risiede ad Annecy.
Appartiene alla Diocesi anche la regione del Chablais, tornata sotto i
Savoia dopo una lunga unione al Cantone elvetico di Berna. Il duca di
Savoia, volendo restaurarvi la religione cattolica, scrisse al vescovo
di Ginevra. Gli unici ad offrirsi per tale compito furono Francesco ed
il cugino Luigi. Ci riuscirà, ma con le fatiche di tutta una vita, dopo
fallimenti ed indifferenze.
Diffonde foglietti, con sintesi della dottrina;
un'idea anticipatrice, di cui terrà conto Pio XI nel 1923,
proclamandolo " Patrono dei Giornalisti ".
Lo strumento vero ed efficace di persuasione è Lui.
Dedica ore ed ore ai singoli poveri quando è prete, poi quando diventa
Coadiutore del vescovo Granier ed infine suo successore nel 1602. Parla
in modo chiaro di Dio; la sua spiritualità indica piuttosto gli
splendori della Redenzione che gli abissi della natura umana decaduta. "
Si serve bene il Signore, assicura, anche restando nella propria
condizione, non occorre fuggire al mondo ".
Il vescovo di Ginevra fu anche direttore spirituale per eccellenza;
per primo sostenne che la via della santità non è privilegio dei
religiosi e dei sacerdoti, ma è aperta a tutti, anche ai laici e va
percorsa amando Dio e il prossimo.
E quando crea l'Ordine della Visitazione con la baronessa Giovanna
Francesca Frèmiot de Chantal, l'idea originale è chiamare le religiose
fuori dal chiostro, nel mondo, per predicarvi la carità. Durante
una grave malattia aveva stabilito che in caso di morte il suo
corpo servisse ai medici per i loro studi. " Studiare " è la
sua incessante raccomandazione al clero; l'ignoranza del prete è più
funesta del peccato.
Incoraggia lo studio scrivendo e lascia opere tuttora importanti; come
" Il Trattato dell'amore di Dio" o " Teotimo " e la
" Introduzione alla vita devota " o " Filotea ",
oltre ad una miniera di consigli spirituali nei volumi delle "
Lettere "e dei " Discorsi ".
Dalla sua penna uscirono brevi foglietti (
Les Controverses ) che nottetempo affiggeva ai muri o faceva entrare
nelle case. In stile " giornalistico " esponeva con sobrietà
la dottrina cattolica e confutava gli errori. Vari furono i monasteri
che lo ebbero zelante riformatore: con dolcezza e fermezza riportò il
segno e lo spirito della vera Regola. Vanno segnalati gli interventi nei
monasteri dei Canonici di S. Agostino ad Abbondanza in Savoia ( 1604 ),
dei Benedettini di Tallores in diocesi di Lione ( 1609 ) , dell'Abbazia
di Sixt ( 1620 ). Fondò una Confraternita della Dottrina
Cristiana formata da laici e come testo volle introdurre il catechismo
del Bellarmino.
Non volle dimenticare gli intellettuali; con Antonio Favre fondò alla
maniera italiana l'Accademia Florimontana a cui diede per motto "
Flores fructusque perennes ".
Molte congregazioni religiose si sono rifatte alla spiritualità
salesiana: la fondazione di S. Giovanni Bosco ( i Salesiani ); le Oblate
di S. Francesco di Sales della Venerabile Maria di sales Chappius e del
Venerabile Brisson di Troyes.
Il Di Sales non potè attuare il primitivo
disegno di una congregazione religiosa di vita attiva, ma il seme
gettato germogliò qualche anno dopo con la fondazione delle Suore di
Carità di S. Vincenzo de' Paoli.
Tra le sue opere, citate in precedenza, il
" Trattato dell'Amor di Dio "in dodici libri è rivolto alle
anime di vita contemplativa; la " Introduzione alla vita devota
" è rivolta a tutti, per istruire coloro che vivono nel mondo e
nelle città; le " Controversie " trattano della verità della
fede cattolica e degli errori dei Riformati; la " Difesa dello
stendardo della Croce "del culto legittimo alla Croce in risposta
al ministro Le Faye; i trattenimenti spirituali sono conversazioni
familiari con le suore; scrisse infine vari opuscoli sulla vita morale
ed ascetica. Tra le sue iniziative c'è pure la fondazione della
Congregazione dell'Oratorio di san Filippo Neri a Thonon, approvata nel
settembre 1597 dal papa Clemente VIII che lo nominò preposito. Predicò
a Grenoble nel 1617 convertendo moltissimi calvinisti. predica anche a
Parigi, ove il re di Francia lo vorrebbe arcivescovo. Ma egli
amava troppo la sua Sposa, la Diocesi di Ginevra. La percorse tutta, con
le Visite Pastorali, come San Carlo Borromeo, e fin nel più sperduto
paesino di montagna arrivò la sua voce, chiara, fresca, da gentiluomo.
Carlo Emanuele I di Savoia gli affidò missioni
diplomatiche.
Dovette viaggiare spesso e nel 1622 ricevette l'ordine di incontrare
Luigi XIII ad Avignone. Fu costretto ad attendere il re a Lione, ove
rifiutando i lussuosi appartamenti che gli venivano offerti, alloggiò
nella povera camera del guardiano del Monastero della Visitazione. Un
colpo apoplettico lo costrinse a letto e dopo aver ricevuto i Sacramenti
ed il martirio del " ferro ardente "nella tempia, mentre
venivano invocati i Santi Innocenti, di cui si celebrava la festa,
esalò l'ultimo respiro.
Era il 28 dicembre del 1622. Aveva poco più di
cinquant'anni ed era vescovo e principe di Ginevra da venti anni. Il suo
corpo venne trasportato ad Annecy la mattina del 24 gennaio alla
Visitazione, nel Coro della chiesa, ove c'era ad aspettarlo la Madre
Chantal. Fu dichiarato Beato nel 1661. Papa Alessandro VII lo canonizza
nel 1665 e la sua festa annuale si celebra nel giorno della sua
traslazione ad Annecy.
Il suo cuore, lasciato al Monastero della
Visitazione di Lione, fu portato a Venezia durante la Rivoluzione
francese e adesso si trova alla Visitazione di Treviso.
E' stato dichiarato " Patrono minore
"della Città di Palermo il 29 gennaio 1703 dal Senato palermitano
( Cfr. Atti del Senato ).
Il sommo Pontefice Pio IX lo proclamò nel 1887
" Dottore della Chiesa universale " e Pio XI, nel 1923 "
Patrono di tutti gli scrittori e giornalisti cattolici ".
Papa Paolo VI il 29 gennaio 1967, per il quarto
centenario della nascita del Santo, pubblicò la Lettera Apostolica
" Sabaudiae Gemma ".
E' detto il Santo dell'amabilità e
dell'ottimismo.
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