Il 23 dicembre 1979 il Cardinale Arcivescovo Salvatore
Pappalardo apre al culto l'edificio sacro ( completato
al rustico ) durante una solenne Concelebrazione.
Il Cardinale Ernesto Ruffini, nell'annunciare il proseguimento dei
lavori di costruzione di una magnifica modernissima Chiesa, nel
1964 affermò:
" La casa di Dio sarà il luogo di raduno per la formazione
umana e cristiana, di affermazione di princìpi di etica luminosa, come
l'amore per il prossimo, la comprensione vicendevole, la gioia della
conquista dei beni dello Spirito ".
Il Cardinale Salvatore Pappalardo, nell'aprirla al culto ha esortato
i presenti " ad un impegno fattivo per la costruzione di una
Comunità realmente fondata sul rispetto reciproco e sull'amore; una
Comunità che deve trovare nella Fede e nella crescita civile la forza
per risolvere i tanti e gravosi problemi che affliggono il Quartiere: la
Chiesa è del Popolo e va difesa dal Popolo ". E' lo stimolo
del Pastore per il completamento della Chiesa.
Nel 1978 il Prof. Domenico Girbino realizza 18 mq. di
bassorilievi in fusione di bronzo ( esposti alla Rassegna dell'Arte nel
Sacro e collocati sulle porte d'ingresso ) e 120 mq. circa di vetrate
policrome in calcestruzzo, ferro, resina, pani francesi Saint Gobain. Le
statue di Nostra Signora del Sacro Cuore e di San Francesco di
Sales, realizzate nel 1973, poste fino al 1978 su colonnine di legno,
vengono collocate nel 1979 su piccoli altari in acero massello
con due pannelli posteriori in tiglio sculturato ad unghia, satinati e
sfumati con toni metallici.
La Ditta Filippo Caporrimo di Custonaci, che ha realizzato
la statua lignea di San Francesco di Sales nel 1973,
realizza nel 1980 l'Altare bronzeo della Natività ( sul fusto è
la raffigurazione di questo Mistero ), la Ditta arte Ceramica di Catania
realizza l'altare in marmo e fusione di bonzo; un leggio in ferro,
due acquasantiere in ferro e bronzo un tabernacolo con raggiera in
terracotta, un fonte battesimale e un portalampada in bronzo.
Dal mese di novembre del 1994 fino a gennaio del 1995 lo zelo del
Parroco Pietro Bumbalo è rivolto oltre che al popolo cristiano, verso
la Casa del Signore, luogo d'incontro della Comunità, che presenta
ancora al suo interno la struttura " al rustico ". Vengono
pertanto intonacate, coibentate ed imbiancate le pareti dell'aula
ecclesiale.
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Viene rimosso l'altare mobile, il leggio e il Fonte battesimale
portatile e realizzati il nuovo Altare in marmo, l'Ambone e la Vasca
battesimale fissa, secondo i canoni della Riforma liturgica, opera della
Ditta Giovanni Profeta di Belmonte Mezzagno, su disegno dell'Architetto
Aurelio Mancuso.
Due pareti semicircolari in presbiterio
delimitano l'area destinata al Fonte e alla Schola Cantorum. Nel 1997
il Crocifisso bronzeo, opera di Domenico Girbino, viene
rimosso dal presbiterio e posto in venerazione nella 1^ cappella di
sinistra. |
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Lavori edili interessano il sagrato, la cantoria, la cappella
del Crocisso ( la prima ad essere rivestita di marmi bianchi e
verdi ) il presbiterio, con la collocazione del nuovo Tabernacolo
a torre in stile gotico moderno sul lato sinistro, la rimozione del
vecchio con la raggiera in bronzo e terracotta e la nuova collocazione della Sede
presidenziale, prima decentrata rispetto all'Assemblea, con tre
triangoli di marmo rosso di Piana, posta al centro, sotto la grande
finestra triangolare di mq.11,50 con un Volto del Cristo. |
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L'Ambone, su
cui era raffigurato il Libro con i sette sigilli, secondo la visione di
S. Giovanni nell'Apocalisse ( 5,1 ), ha avuto riportato sul davanti la
pianta della Gerusalemme celeste. Le parete semicircolare dietro il Tabernacolo, in tre scomparti,
sono state affrescate da Monica Troja . E' stata
resa agibile la cantoria e realizzata l'antiporta con vetri molati e
sabbiati; collocate due lapidi in ricordo del Primo Parroco e del
Sacerdote Francesco Di Cori, vice parroco.
I lavori di adeguamento alle nuove norme liturgiche sono stati il
preludio alla Dedicazione della Chiesa e dell'Altare, avvenuta il
16 novembre 1997,da parte dell'Arcivescovo Mons.Salvatore De Giorgi,
come ricordato dalla lapide posta sul lato destro della
navata. |
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Il Fonte
Battesimale, posto nella parete destra del
presbiterio, ha degnamente sostituito il Fonte bronzeo
portatile. realizzato in calcestruzzo, a forma di croce,
presenta fino all'altezza di cm. 35 delle scanalature. la vasca,
veramente ampia ( ha una lunghezza di m. 1,85 ),permette di
amministrare il Sacramento per immersione. Dal lato occidentale
ed orientale ha due gradini, secondo la tradizione della chiesa,
perchè il Catecumeno potesse "scendere " nell'acqua e
morirvi al peccato e " salendo " dal bagno salutare,
con il viso rivolto ad oriente, cioè verso il Sole di
Giustizia, che è Cristo, risorgesse a vita nuova prima di
essere unto con il Crisma di salvezza, la cui custodia sovrasta
il Fonte, illuminato dalla luce del cereo pasquale.
La parete semicircolare dietro il Fonte Battesimale
è stata affrescata da Monica Troja con la
Creazione, l'Arcobaleno dopo il Diluvio, la Notte della Pasqua. |
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Il Tabernacolo
a torre, su
disegno del Parroco, ha
sostituito
nel 1997 quello in metallo e bronzo, posto nel 2003 nella
Cappella feriale.
Collocato dal lato del Vangelo ( lato del pane ), è stato
realizzato, come l'analogo della parrocchia Maria SS. della
Lettera all'Acquasanta dalla Ditta Ferrara srl.
Era costituito da da una struttura a sezione ottagonale, di m. 3
di altezza e la porticina marmorea.
Monica Troja affrescò sulla parete
posteriore il miracolo della Manna nel
deserto ( Es. 16,1-36 ) . |
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Nell'anno
2000, su progetto dell'Architetto
Enza Dominici, lo spazio circostante il Tabernacolo è stato
arricchito con sette colonne tagliate a sguincio con il disegno di
una croce stilizzata, a ricordare la Sapienza divina, che "si
è costruita la casa, ha intagliato sette colonne e invita tutti
al banchetto del pane e del vino "
( Prov. . 9, 1-5 )
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L'Altare,
centro dell'Assemblea radunata, segno della presenza del Cristo
in mezzo al suo Popolo, è al centro del presbiterio, di circa
200 mq sopraelevato sul piano della navata da cinque gradini
rivestiti in marmo bianco di Carrara e verde del Pakistan, usato
anche per l'alzata dei gradini.
Dal 1981 fino al 1994 l'altare era costituito da una struttura
in ferro, bronzo e profilati d'alluminio, saldato e colorato in
oro per reggere la mensa di marmo. Rimosso nel gennaio 1995,
essendo mobile, secondo i Canoni della Liturgia al suo posto è
stato costruito l'altare fisso in marmo bianco di Carrara, verde
del Pakistan e Calakatta. Misura m. 1,20 x 3,65 x 3,90.
Sulla parte anteriore è intarsiata una croce greca in marmo
verde su sfondo oro, al centro di una fascia verde.
E' stato dedicato il 16 novembre 1997 dall'Arcivescovo di
Palermo Salvatore De Giorgi, che ha incluso alla base la
Reliquia del Cuore di San Francesco di Sales.
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