Com'era
I lavori per la costruzione della Chiesa Parrocchiale, su progettazione 
dell'Architetto Marcello Terrasi, iniziati nel 1963, interrotti nel 1964 per i lavori della 
nuova Stazione ferroviaria "Palermo Notarbartolo ", ripresi nel 1977, furono completati nel 1981. 
L'antica sede della Parrocchia in via Claudio Monteverdi 45-47 ha ospitato 
la Comunità Parrocchiale dal 12 novembre 1972 al 22 dicembre 1979. 
La Chiesa Parrocchiale in costruzione
Il 23 dicembre 1979 il Cardinale Arcivescovo Salvatore Pappalardo apre al culto l'edificio sacro ( completato al rustico ) durante una solenne Concelebrazione. Il Cardinale Ernesto Ruffini, nell'annunciare il proseguimento dei lavori di costruzione di una magnifica modernissima Chiesa,  nel 1964 affermò: 
" La casa di Dio sarà il luogo di raduno per la formazione umana e cristiana, di affermazione di princìpi di etica luminosa, come l'amore per il prossimo, la comprensione vicendevole, la gioia della conquista dei beni dello Spirito ".
Il Cardinale Salvatore Pappalardo, nell'aprirla al culto ha esortato i presenti " ad un impegno fattivo per la costruzione di una Comunità realmente fondata sul rispetto reciproco e sull'amore; una Comunità che deve trovare nella Fede e nella crescita civile la forza per risolvere i tanti e gravosi problemi che affliggono il Quartiere: la Chiesa è del Popolo e va difesa dal Popolo ". E' lo stimolo del Pastore per il completamento della Chiesa.
Nel 1978 il Prof. Domenico Girbino realizza  18 mq. di bassorilievi in fusione di bronzo ( esposti alla Rassegna dell'Arte nel Sacro e collocati sulle porte d'ingresso ) e 120 mq. circa di vetrate policrome in calcestruzzo, ferro, resina, pani francesi Saint Gobain. Le statue di Nostra Signora del Sacro Cuore e di  San Francesco di Sales, realizzate nel 1973, poste fino al 1978 su colonnine di legno, vengono collocate nel 1979 su piccoli altari in acero massello con due pannelli posteriori in tiglio sculturato ad unghia, satinati e sfumati con toni metallici.
La Ditta Filippo  Caporrimo  di Custonaci, che ha realizzato la statua lignea di San Francesco di Sales nel 1973,
realizza nel 1980 l'Altare bronzeo della Natività ( sul fusto è la raffigurazione di questo Mistero ), la Ditta arte Ceramica di Catania realizza  l'altare in marmo e fusione di bonzo; un leggio in ferro, due acquasantiere in ferro e bronzo un tabernacolo con raggiera in terracotta, un fonte battesimale e un portalampada in bronzo. 
Dal mese di novembre del 1994 fino a gennaio del 1995 lo zelo del Parroco Pietro Bumbalo è rivolto oltre che al popolo cristiano, verso la Casa del Signore, luogo d'incontro della Comunità, che presenta ancora al suo interno la struttura " al rustico ". Vengono pertanto intonacate, coibentate  ed imbiancate le pareti dell'aula ecclesiale.

La navata e l'antico presbiterio

Viene rimosso l'altare mobile, il leggio e il Fonte battesimale portatile e realizzati il nuovo Altare in marmo, l'Ambone e la Vasca battesimale fissa, secondo i canoni della Riforma liturgica, opera della Ditta Giovanni Profeta di Belmonte Mezzagno, su disegno dell'Architetto Aurelio Mancuso.   
Due pareti semicircolari in presbiterio delimitano l'area destinata al Fonte e alla Schola Cantorum.  Nel 1997 il Crocifisso bronzeo, opera di Domenico Girbino, viene rimosso dal presbiterio e posto in venerazione nella 1^ cappella di sinistra. 

L'altare bronzeo

L'altare marmoreo

Lavori edili interessano il sagrato, la cantoria, la cappella del Crocisso ( la prima ad essere rivestita di marmi bianchi e verdi  ) il presbiterio, con la collocazione del nuovo Tabernacolo a torre in stile gotico moderno sul lato sinistro, la rimozione del vecchio con la raggiera in bronzo e terracotta e la nuova collocazione della Sede presidenziale, prima decentrata rispetto all'Assemblea, con tre triangoli di marmo rosso di Piana, posta al centro, sotto la grande finestra triangolare di mq.11,50 con un Volto del Cristo.

       Il leggio bronzeo

                l'antico ambone

L'Ambone, su cui era raffigurato il Libro con i sette sigilli, secondo la visione di S. Giovanni nell'Apocalisse ( 5,1 ), ha avuto riportato sul davanti la pianta della Gerusalemme celeste. Le parete semicircolare dietro il Tabernacolo, in tre scomparti,  sono state affrescate da Monica Troja . E' stata resa agibile la cantoria e realizzata l'antiporta con vetri molati e sabbiati; collocate due lapidi in ricordo del Primo Parroco e del Sacerdote Francesco Di Cori, vice parroco. 
I lavori di adeguamento alle nuove norme liturgiche sono stati il preludio alla Dedicazione della Chiesa e dell'Altare, avvenuta il  16 novembre 1997,da parte dell'Arcivescovo Mons.Salvatore De Giorgi, come ricordato dalla lapide posta sul lato destro della navata.

La vasca battesimale

Il Fonte Battesimale, posto nella parete destra del presbiterio, ha degnamente sostituito il Fonte bronzeo portatile. realizzato in calcestruzzo, a forma di croce, presenta fino all'altezza di cm. 35 delle scanalature. la vasca, veramente ampia ( ha una lunghezza di m. 1,85 ),permette di amministrare il Sacramento per immersione. Dal lato occidentale ed orientale ha due gradini, secondo la tradizione della chiesa, perchè il Catecumeno potesse "scendere " nell'acqua e morirvi al peccato e " salendo " dal bagno salutare, con il viso rivolto ad oriente, cioè verso il Sole di Giustizia, che è Cristo, risorgesse a vita nuova prima di essere unto con il Crisma di salvezza, la cui custodia sovrasta il Fonte, illuminato dalla luce del cereo pasquale. La parete semicircolare dietro il Fonte Battesimale è stata affrescata da Monica Troja  con la Creazione, l'Arcobaleno dopo il Diluvio, la Notte della Pasqua. 

Il presbiterio con gli antichi affreschi

Il Tabernacolo a torre, su disegno del Parroco, ha sostituito 
nel 1997 quello in metallo e bronzo, posto nel 2003 nella Cappella feriale.
Collocato dal lato del Vangelo ( lato del pane ), è stato realizzato, come l'analogo della parrocchia Maria SS. della Lettera all'Acquasanta dalla Ditta Ferrara srl. 
Era costituito da da una struttura a sezione ottagonale, di m. 3 di altezza e la porticina marmorea.  
Monica Troja  affrescò sulla parete posteriore il miracolo della Manna nel deserto ( Es. 16,1-36 ) . 

L'antico tabernacolo e le sette colonne   

          






Nell'anno 2000, su progetto dell'Architetto 
Enza Dominici, lo spazio circostante il Tabernacolo è stato arricchito con sette colonne tagliate a sguincio con il disegno di una croce stilizzata, a ricordare la Sapienza divina, che "si è costruita la casa, ha intagliato sette colonne e invita tutti al banchetto del pane e del vino " 
( Prov. . 9, 1-5 )

 

L'Altare, centro dell'Assemblea radunata, segno della presenza del Cristo in mezzo al suo Popolo, è al centro del presbiterio, di circa 200 mq sopraelevato sul piano della navata da cinque gradini rivestiti in marmo bianco di Carrara e verde del Pakistan, usato anche per l'alzata dei gradini. Dal 1981 fino al 1994 l'altare era costituito da una struttura in ferro, bronzo e profilati d'alluminio, saldato e colorato in oro per reggere la mensa di marmo. Rimosso nel gennaio 1995, essendo mobile, secondo i Canoni della Liturgia al suo posto è stato costruito l'altare fisso in marmo bianco di Carrara, verde del Pakistan e Calakatta. Misura m. 1,20 x 3,65 x 3,90. 
Sulla parte anteriore è intarsiata una croce greca in marmo verde su sfondo oro, al centro di una fascia verde. 
E' stato dedicato il 16 novembre 1997 dall'Arcivescovo di Palermo Salvatore De Giorgi, che ha incluso alla base la Reliquia del Cuore di San Francesco di Sales.