Liturgia del Ritrovamento delle Reliquie di S. Rosalia, vergine

 

   

15  LUGLIO
Ritrovamento delle reliquie di
S. Rosalia, vergine 

Memoria facoltativa
 

LETTURE: 2 Cor 10,17-11,2; Salmo 120;  Mt. 13, 44-52
 La patrona di Palermo, che gode di una diffusa devozione in Sicilia al pari delle martiri Agata di Catania e Lucia di Siracusa, non ha una storia altrettanto ricca di testimonianze e di tradizioni. Uno studioso morto nel 1620, Ottavio Gaetani, lamentava di non aver trovato tracce lasciate dagli antenati su questa santa, nonostante la cura con cui le aveva cercate un po' ovunque. Tre anni dopo la sua morte, sembra che la stessa santa abbia provveduto a colmare questa lacuna, apparendo nell'ottobre 1623 a una donna ammalata, ordinandole di recarsi in pellegrinaggio alla chiesetta sul monte Pellegrino, un aspro promontorio che chiude a ponente il golfo di Palermo. La donna attese il maggio seguente prima di ottemperare al desiderio di 
S. Rosalia, che apparendole nuovamente le indicò il posto dov'erano celati i suoi resti mortali.
Il 15 luglio le ricerche ebbero buon esito, ma le ossa, raccolte in una grotta scavata tra i massi, non recavano alcuna iscrizione di appartenenza. Si dubitò all'inizio che si trattasse di resti umani. L'arcivescovo di Palermo, Giannettino Doria, costituì una commissione di periti, composta di medici e di teologi, che l' 11 febbraio 1625 si pronunciò per l'autenticità delle reliquie. Ciò riaccese la devozione popolare e Urbano Vlll nel 1630 inserì il nome della santa nel Martirologio Romano al 15 luglio e al 4 settembre.
In quello stesso periodo, e precisamente il 25 agosto 1624, quaranta giorni dopo la scoperta delle ossa, due muratori, mentre eseguivano dei lavori presso il convento domenicano di S Stefano di Quisquina, trovarono in una grotta una iscrizione latina, assai rudimentale, che diceva: «Ego Rosalia Sinibaldi Quisquine et Rosarum Domini filia amore Domini mei lesu Christi in hoc antro habitari decrevi », io Rosalia Sinibaldi, figlia delle rose del Signore, per amore del mio Signore Gesù Cristo ho deciso di abitare in questo antro di Quisquina. Ciò confermava in parte le tradizioni orali, raccolte dallo stesso Gaetani, che parlavano di S. Rosalia, nata a Palermo, vissuta per alcuni anni alla corte della regina Margherita, moglie del re Guglielmo I di Sicilia 
(1154-1166). Avuto in dono dalla regina il monte Pellegrino, Rosalia vi stabilì la sua dimora, o meglio lo scelse come luogo di ritiro, per l'aspra solitudine che offrivano le sue balze rocciose, protese sull'azzurro mare. Vi condusse vita di penitenza e qui tornò per l'estremo riposo, probabilmente dopo aver peregrinato in altri luoghi ancor più preclusi alle distrazioni mondane, sull'esempio degli antichi anacoreti. 


MESSALE

 

    ANTIFONA D’INGRESSO   

    
Ho rinunciato ai regni del mondo
     e a ogni fuggevole gloria
     per amore di Cristo Signore.
     L'ho veduto, l'ho amato,
     in lui ho creduto, 
     lui ho scelto come mio unico sposo.

 
  COLLETTA
    
    
O
Dio, che assicuri un nome eterno
     a quanti ti sono fedeli, donaci, nel giorno
     in cui commemoriamo il ritrovamento del
     corpo della beata Rosalia, di crescere
     come tempio vivo dello Spirito
     per risorgere con Cristo a vita nuova.
     Egli è Dio e vive e regna con te,   
     nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli.
 
  
   SULLE OFFERTE
    
   
Signore, l'offerta che ti presentiamo 
    nel ricordo del ritrovamento delle Reliquie
    della beata Rosalia vergine, accenda in 
    noi il fuoco del tuo amore e ci disponga
    a ricevere il premio promesso ai tuoi servi
    operosi e fedeli.
    Per Cristo nostro Signore.
    
    PREFAZIO
    Il valore ecclesiale della contemplazione
     

     V/ Il Signore sia con voi.
     R/ E con il tuo spirito.
     V/ In alto i nostri cuori.
    R/ Sono rivolti al Signore.
     V/ Rendiamo grazie al Signore nostro Dio.
     R/ E' cosa buona e giusta.

      

   E' veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre e in ogni luogo
    a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

    Tu hai colmato dell'amore del tuo Figlio
    e riempito del dono del tuo Spirito
    la beata vergine Rosalia.
    Ella visse la solitudine dell'eremo
    in unione con il suo signore
    rifulgendo come esempio ai suoi fratelli,
    povera di spirito, purissima di cuore.
    Insieme a Cristo gioiosa offrì se stessa
    per giungere alla cena dell'Agnello
    quale sposa pronta per il suo Sposo.
    A te inneggiano i cieli, gli Angeli e i Santi
    in esultanza.
    Al loro canto concedi che si uniscano 
    le nostre voci nell' inno di gloria:         
    
    Santo, Santo, Santo è il Signore Dio dell'universo.
    I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
    Osanna nell'alto dei cieli.
    Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
    Osanna nell'alto dei cieli.


   ANTIFONA ALLA COMUNIONE    Cf. Mt. 13,45
     
  
  Il regno dei cieli è simile a un mercante,
   che, trovata una perla preziosa,
   vende tutto e la compra.
   Così dice il Signore. 

   

   DOPO LA COMUNIONE
  

   O Padre, che in questo sacro convito
   ci hai dato la gioia di mangiare il pane
   dell'Eucaristia, per intercessione della
   beata Rosalia vergine, donaci la vittoria,
   perchè possiamo gustare dell'albero 
   della vita nel paradiso. 
   Per Cristo nostro Signore.


                                        LEZIONARIO

  Prima lettura            2 Cor 10,17-11,2


 
Vi ho promessi a un unico sposo, per presentarvi quale vergine casta a Cristo.


 
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

   

  Fratelli, chi si vanta, si vanti nel Signore; 
  perché non colui che si raccomanda da sé viene approvato, 
  ma colui che il Signore raccomanda.

  Oh se poteste sopportare un pò di follia da parte mia! 
  Ma, certo, voi mi sopportate. Io provo infatti per voi 
  una specie di gelosia divina, avendovi promessi a un unico sposo, 
  per presentarvi quale vergine casta a Cristo.

   

  Parola di Dio. 

  

  Salmo Responsoriale           Salmo 120
 

  R.
 Le mie labbra diranno la tua lode


  
  Alzo gli occhi verso i monti:
  da dove mi verrà l'aiuto?
  Il mio aiuto viene dal Signore,
  che ha fatto cielo e terra.
                        R.

  Non lascerà vacillare il tuo piede,
  non si addormenterà il tuo custode.
  Non si addormenterà, non prenderà sonno,
  il custode d'Israele.
                                  R.
 
  Il Signore è il tuo custode,
  il Signore è come ombra che ti copre,
  e sta alla tua destra.
  Di giorno non ti colpirà il sole,
  né la luna di notte.
                                    R.
  
  Il Signore ti proteggerà da ogni male,
  egli proteggerà la tua vita.
  Il Signore veglierà su di te, 
  quando esci e quando entri,
  da ora e per sempre.
                                R.

  Canto al Vangelo       Mt. 15, 52  
 
   
 
R. Alleluia,alleluia.

  
  Ogni scriba, divenuto discepolo,
  estrae dal suo tesoro cose nuove e  cose antiche.
    

  R. Alleluia.

  Vangelo
 
Ogni scriba, diventato discepolo del regno dei cieli, 
  estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.
  

  Dal Vangelo secondo Matteo              Mt. 13, 44-52

   
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: 
   " Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e 
   lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra 
   quel campo.
   Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose;
   trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
   Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere  
   di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci   
   buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli   
   angeli e separeranno i cattivi dai buoni  e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà 
   pianto e stridore di denti.
   Avete capito tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo  
   ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che   
   estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

 

   Parola del Signore.