Liturgia di S. Silvia, religiosa

 

   

3 NOVEMBRE
S. Silvia,
religiosa (  592  )

  Memoria
 

LETTURE: Gd. 8,2-8 ; Sal. 150; Lc 2, 36-38

Madre di  San Gregorio Magno.  Per il fatto che il papa suo figlio istituì sei monasteri in Sicilia, dotandoli dei suoi beni, si è pensato che Santa Silvia fosse siciliana. 
Dopo la morte del marito gordiano si ritirò a vita solitaria e quasi monastica presso la chiesa di S. Saba sull'Aventino a Roma. Morì nell'anno 592.
 


MESSALE

 

    ANTIFONA D’INGRESSO   Cfr. Pro. 31, 30-28  
 
Degna di lode è la donna che teme Dio;
     i suoi figli la proclamano beata,
     e suo marito ne tesse l'elogio.

  
COLLETTA
    
   
Donaci, o Padre, lo Spirito di sapienza e di amore
    che ha fatto risplendere nella Chiesa 
    la tua umile serva la beata Silvia,
    e fà che ti serviamo con il suo stesso impegno
    per essere accolti nel tuo regno.
   
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
    tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te,
    nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli.
 
  
   SULLE OFFERTE
    
   
Accogli, Signore, questo sacrificio
    e donaci un'esperienza viva del mistero  
    che oggi celebriamo facendo memoria della beata Silvia.
    Per Cristo nostro signore.
      

    
PREFAZIO
 
     V/ Il Signore sia con voi.
     R/ E con il tuo spirito.
     V/ In alto i nostri cuori.
     R/ Sono rivolti al Signore.
     V/ Rendiamo grazie al Signore nostro Dio.
     R/ E' cosa buona e giusta.


    E' veramente cosa buona e giusta,
    nostro dovere e fonte di salvezza,
    rendere grazie sempre  quì e in ogni luogo
    a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

    Cristo Signore nostro amò la sua Chiesa
    di amore ineffabile e per lei si sacrificò fino
    alla morte.
    Da questa divina dedizione che ci ha redento
    l'amore fra i coniugi ha ricevuto un fondamento
    nuovo e un modello sublime.
    La vocazione alla famiglia fu accolta
    con animo generoso da santa Silvia, 
    che scelse di seguirla nella carità

    e nella fede e di farne la propria strada
    alla perfezione cristiana, divenendo
    per molti guida ed esempio di vita
    secondo il Vangelo.
    Ora si allieta di te, o Padre,
    autore di tutti i suoi doni, e riconoscente
    ti loda con tutti i beati.
    E noi dalla terra uniamo la nostra 
    umile voce a quella dei cittadini del cielo,
    elevando l'inno di gloria:      
    
    Santo, Santo, Santo è il Signore Dio dell'universo.
    I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
    Osanna nell'alto dei cieli.
    Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
   Osanna nell'alto dei cieli.


   ANTIFONA ALLA COMUNIONE      Sal. 67,4
     
   
Si allietino i giusti, esultino davanti a Dio 
   e cantino di gioia.


   

   DOPO LA COMUNIONE
  

   O Dio, che nella memoria della beata Silvia
   ci hai fatto comunicare ai tuoi santi doni,
   fà che, rinnovati dal tuo mistero,
   procediamo sicuri nel cammino della salvezza.

   Per Cristo nostro Signore.

                                        LEZIONARIO

   Prima lettura    
 
La vedova temeva molto Dio.
  
  Dal libro di Giuditta                                                         Gd. 8,2-8

    Giuditta aveva avuto per marito  Manàsse, della stessa tribù e famiglia di lei; 
    egli era morto al tempo della mietitura dell'orzo.
    Mentre stava sorvegliando quelli che legavano i covoni nella campagna, 
     il suo capo fu colpito da insolazione.
    Dovette mettersi a letto e morì in Betulia sua città e lo seppellirono con i 
    suoi padri nel campo che sta tra Dotain e Balamon.
    Giuditta era rimasta nella sua casa in stato di vedovanza ed erano passati 
    già tre anni e quattro mesi. Si era fatta preparare una tenda sul terrazzo 
    della sua casa, si era cinta i fianchi di sacco e portava le vesti delle vedove.
    Da quando era vedova digiunava tutti i giorni, eccetto le vigilie dei sabati e 
    i sabati, le vigilie dei noviluni e i noviluni, le feste e i giorni di gioia per Israele. 
    Era bella d'aspetto e molto avvenente nella persona; inoltre suo marito 
    Manàsse le aveva lasciato oro e argento, schiavi e schiave, armenti e terreni 
    ed essa era rimasta padrona di tutto. Né alcuno poteva dire una parola maligna 
    a suo riguardo, perché temeva molto Dio.
    
   

    Parola di Dio.

  Salmo Responsoriale           Salmo 150
 

  R.
 Le mie labbra diranno la tua lode


  
  O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco,
  di te ha sete l'anima mia,
  a te anela la mia carne,
  come terra deserta,
  arida, senz'acqua.
                                R.
 
  Così nel santuario ti ho cercato,
  per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
  Poiché la tua grazia vale più della vita,
  le mie labbra diranno la tua lode.
           R.
 
 Così ti benedirò finché io viva,
 nel tuo nome alzerò le mie mani.
 Mi sazierò come a lauto convito,
 e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.
R.

  
 Canto al Vangelo 
Lc. 2, 37  

 
   
 
R. Alleluia,alleluia.

 
 Non si allontanava mai dal tempio, 
 servendo Dio notte e giorno con 
 digiuni e preghiere.

    

  R. Alleluia.

  Vangelo
 
Serviva Dio notte e giorno con digiuni e preghiere
 
  Dal Vangelo secondo Luca              Lc 2, 36-38
 
In quel tempo c’era una profetessa, Anna,figlia di Fanuèle,
   della tribù di Aser.
   Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni
   dal tempo in cui era ragazza,  era poi rimasta vedova e ora aveva
   ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio
   notte e giorno con digiuni e preghiere.
   Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e
   parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
  
   Parola del Signore.