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MESSALE
ANTIFONA D’INGRESSO Cfr.
Pro. 31, 30-28
Degna
di lode è la donna che teme Dio;
i suoi figli la proclamano beata,
e suo marito ne tesse l'elogio.
COLLETTA
Donaci,
o Padre, lo Spirito di sapienza e di amore
che ha fatto risplendere nella Chiesa
la tua umile serva la beata Silvia,
e fà che ti serviamo con il suo stesso impegno
per essere accolti nel tuo regno.
Per
il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli.
SULLE OFFERTE
Accogli,
Signore, questo sacrificio
e donaci un'esperienza viva del mistero
che oggi celebriamo facendo memoria della beata Silvia.
Per Cristo nostro signore.
PREFAZIO
V/ Il Signore sia con voi.
R/ E con il tuo spirito.
V/ In alto i nostri cuori.
R/ Sono rivolti al Signore.
V/ Rendiamo grazie al Signore nostro
Dio.
R/ E' cosa buona e giusta.
E' veramente cosa buona
e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre quì e in ogni luogo
a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Cristo Signore nostro amò la sua Chiesa
di amore ineffabile e per lei si sacrificò fino
alla morte.
Da questa divina dedizione che ci ha redento
l'amore fra i coniugi ha ricevuto un fondamento
nuovo e un modello sublime.
La vocazione alla famiglia fu accolta
con animo generoso da santa Silvia,
che scelse di seguirla nella carità
e nella fede e di farne la propria strada
alla perfezione cristiana, divenendo
per molti guida ed esempio di vita
secondo il Vangelo.
Ora si allieta di te, o Padre,
autore di tutti i suoi doni, e riconoscente
ti loda con tutti i beati.
E noi dalla terra uniamo la nostra
umile voce a quella dei cittadini del cielo,
elevando l'inno di
gloria:
Santo, Santo, Santo è il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Sal. 67,4
Si
allietino i giusti, esultino davanti a Dio
e cantino di gioia.
DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che nella
memoria della beata Silvia
ci hai fatto comunicare ai tuoi santi doni,
fà che, rinnovati dal tuo mistero,
procediamo sicuri nel cammino della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
LEZIONARIO
Prima
lettura
La
vedova temeva molto Dio.
Dal
libro di Giuditta
Gd.
8,2-8
Giuditta
aveva avuto per marito Manàsse,
della stessa tribù e famiglia di lei;
egli era morto al tempo della mietitura dell'orzo.
Mentre stava sorvegliando quelli che legavano i covoni
nella campagna,
il suo capo fu colpito da insolazione.
Dovette mettersi a letto e morì in Betulia sua città
e lo seppellirono con i
suoi padri nel campo che sta tra Dotain e Balamon.
Giuditta era rimasta nella sua casa in stato di
vedovanza ed erano passati
già tre anni e quattro mesi. Si era fatta preparare
una tenda sul terrazzo
della sua casa, si era cinta i fianchi di sacco e
portava le vesti delle vedove.
Da quando era vedova digiunava tutti i giorni, eccetto
le vigilie dei sabati e
i sabati, le vigilie dei noviluni e i noviluni, le
feste e i giorni di gioia per Israele.
Era bella d'aspetto e molto avvenente nella persona;
inoltre suo marito
Manàsse le aveva lasciato oro e argento, schiavi e
schiave, armenti e terreni
ed essa era rimasta padrona di tutto. Né alcuno poteva
dire una parola maligna
a suo riguardo, perché temeva molto Dio.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Salmo 150
R. Le mie labbra diranno la tua lode
O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco,
di te ha sete l'anima mia,
a te anela la mia carne,
come terra deserta,
arida, senz'acqua.
R.
Così nel santuario ti ho cercato,
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita,
le mie labbra diranno la tua lode.
R.
Così ti benedirò finché io viva,
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito,
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.
R.
Canto al
Vangelo Lc.
2, 37
R.
Alleluia,alleluia.
Non si allontanava mai dal tempio,
servendo Dio notte e giorno con
digiuni e preghiere.
R.
Alleluia.
Vangelo
Serviva
Dio notte e giorno con digiuni e preghiere
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2, 36-38
In
quel tempo c’era una profetessa, Anna,figlia di Fanuèle,
della tribù di Aser.
Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni
dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e
ora aveva
ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio,
servendo Dio
notte e giorno con digiuni e preghiere.
Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e
parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di
Gerusalemme.
Parola del Signore.
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