
25
SETTEMBRE
Beato
Giuseppe Benedetto Dusmet,
vescovo
( 1818
- 1894 )
Memoria
facoltativa
LETTURE:
Is
61,1-3 ; Sal. 111;
Mt
25,31-40
Il beato Card. Giuseppe Benedetto Dusmet nacque a Palermo il 15
agosto 1818.
Fu monaco nel Monastero benedettino di S. Martino delle Scale,
della Congregazione Cassinese, il 15 agosto 1840
vi emise i voti solenni e nel 1842 fu ordinato sacerdote.
Nel 1858 fu eletto Abate del Monastero di S. Nicolò " de Arenis
" in Catania, che governò saggiamente fino alla soppressione del
1866, imponendosi per esemplarità di vita monastica.
Il 19 febbraio 1867 fu eletto Arcivescovo di Catania dove, per 27 anni,
profuse le sue doti eccezionali di Pastore in mezzo a molteplici e
gravissime calamità pubbliche, suscitando l'ammirazione di tutti per la
sua sconfinata carità verso i poveri, gli umili e i sofferenti, per
il
suo zelo per la formazione del clero e per la catechesi dei fedeli.
Partecipò attivamente al Concilio Vaticano I.
Per incarico personale del Santo Padre Leone XIII progettò ed attuò la
riapertura del Collegio Benedettino di S. Anselmo sull'Aventino, la cui
solenne inaugurazione egli stesso presiedette il
4 gennaio 1888.
Sempre per mandato del Sommo Pontefice predispose e realizzò la "
Confederazione dell'Ordine Benedettino " , presiedendone e
moderandone in Roma gli atti costitutivi.
Fu elevato alla dignità cardinalizia nel dicembre 1888 con il titolo di
Santa Pudenziana.
Morì santamente in Catania il 4 aprile 1894. Il suo sepolcro è continuo
richiamo alla preghiera per il Popolo di Dio.
Fu proclamato Beato dal Papa Giovanni Paolo II il 25 settembre 1988 .
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MESSALE
ANTIFONA D’INGRESSO 1
Sam 2, 35
Farò
sorgere al mio servizio un sacerdote fedele,
che agirà secondo i desideri del mio cuore.
COLLETTA
O Dio, Padre di
misericordia,
che hai pervaso del tuo fuoco di carità
il beato vescovo Giuseppe Benedetto Dusmet,
modello di vita monastica,
servo dei poveri e consolatore degli afflitti,
concedi anche a noi di cercare Te sopra ogni cosa,
e di amarti e servirti in ogni fratello
con animo lieto e con cuore sincero.
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei
secoli.
SULLE OFFERTE
Santifica, Signore,
questi doni che ti offriamo
con gioia in onore del Beato Giuseppe Benedetto
Dusmet , e in mezzo alla vicende liete e tristi
della vita guida i nostri giorni nella tua pace.
Per Cristo nostro Signore.
PREFAZIO
V/ Il Signore sia con voi.
R/ E con il tuo spirito.
V/ In alto i nostri cuori.
R/ Sono rivolti al Signore.
V/ Rendiamo grazie al Signore nostro
Dio.
R/ E' cosa buona e giusta.
E' veramente cosa buona
e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
renderti grazie, Dio onnipotente ed eterno
ed esaltarti per la vita santa del vescovo
Giuseppe Benedetto, che fu discepolo
glorioso di Cristo tuo Figlio.
Abbandonati gli onori della terra,
nell'umiltà della professione monastica
si pose al servizio dell'unico Re
dell' universo e con generosità esemplare
dimostrò la carità verso i poveri.
E quando la tua benevolenza lo volle pastore
del tuo gregge, subito la passione per la vera fede
e l'amore per la tua Chiesa lo resero fulgido esempio
per tutti e chiaro modello di ogni giustizia.
Nella memoria di questo tuo servo beato,
ci uniamo al coro degli angeli e a te,
Padre santo e buono, eleviamo l'inno di lode:
Santo, Santo, Santo è il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Mt
25,40
Dice
il Signore: «In verità vi dico:
ciò che avete fatto a uno
dei miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me».
DOPO LA COMUNIONE
Signore,
che hai nutrito la tua Chiesa
con l'Eucaristia, sacramento dell'unità,
concedi a noi tuoi fedeli di vivere in perfetto
accordo con te, perché obbedendo alla tua
volontà sull'esempio del Beato Giuseppe
Benedetto Dusmet, gustiamo la gioia di essere
veramente tuoi.
Per Cristo nostro Signore.
LEZIONARIO
Prima
lettura
Il
Signore mi ha consacrato e mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai
poveri.
Dal libro del profeta Isaia
Is
61,1-3
Lo spirito del Signore Dio è su di me
perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,
a promulgare l'anno di misericordia del Signore,
un giorno di vendetta per il nostro Dio, per consolare tutti
gli afflitti,
per allietare gli afflitti di Sion,
per dare loro una corona invece della cenere,
olio di letizia invece dell'abito da lutto,
canto di lode invece di un cuore mesto.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Salmo 111
R. Sarà
benedetto chi ha cura del povero.
Beato
l'uomo che teme il Signore
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza dei giusti sarà benedetta.
R.
Spunta nelle tenebre come luce per i giusti,
buono, misericordioso e giusto.
Felice l'uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno:
il giusto sarà sempre ricordato.
R.
Non temerà annunzio di sventura,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua potenza s'innalza nella gloria.
R.
Canto al
Vangelo Mt
25,40
R.
Alleluia,alleluia.
Tutto
quello che avete fatto ai miei fratelli più piccoli,
l'avete fatto a me.
R.
Alleluia.
Vangelo
Ogni
volta che avete fatto qualcosa a uno solo di questi miei fratelli più
piccoli,
l'avete fatto a
me.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt
25,31-40
In
quel
tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà
nella
sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono
della sua gloria. E saranno riunite
davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri,
come il pastore separa le
pecore
dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla
sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite,
benedetti del Padre mio,
ricevete
in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e
mi avete dato
da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito,
malato e mi
avete visitato,
carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo
veduto affamato e ti
abbiamo
dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti
abbiamo vestito?
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo
venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta
che avete fatto queste cose
a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me».
Parola del Signore.
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