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La
Città di Termini Imerese ( PA) venera tra i suoi
Patroni San
Calogero, che abitò sul monte Euraco, alle cui
radici sorge l’abitato; sulla sommità del monte si vede ancora
l’impronta del suo piede ed una sorgente sgorgata per
le sue preghiere.
Le
tradizioni sono però oscure e contraddittorie; si
crede fosse lo stesso Calogero di Fragalà
che predicò il Vangelo a Termini
Imerese contro l’arianesimo dei Vandali; nello stemma
comunale si vede San Calogero vestito da monaco basiliano.
Alcuni Autori, lo ritennero un cittadino
di Caccamo ( PA),l’antica Azone o Cabala cartaginese, ma
secondo chi scrive il Καλογερоσ
( Bel Vecchio ) di
Termini Imerese fu uno dei tanti monaci
basiliani vissuti in Sicilia dal IV secolo in poi e forse da
identificare con lo stesso Teoctisto.
Questi
visse nel monastero basiliano di S. Nicola de Nemore ( del Bosco ), ai piedi del Monte San Calogero, a circa tre chilometri da Caccamo, del quale fu Abate, abitato
ancora da poveri contadini che lo hanno trasformato
in stalle e ricoveri per gli animali; gli affreschi di stile bizantino, che decoravano l’annessa Chiesa, sono ridotti a figure informi.
Il feudo appartenuto al
Convento, fu proprietà del Seminario
Arcivescovile di Palermo, che dovette cederlo allo
Stato nel 1866 e quindi concesso in enfiteusi.
La sepoltura del Santo si sconosce, ma la
tradizione lo vuole sepolto in S. Nicolò del Bosco.
La morte del Santo è data dal Caietano in “Vitae
Sanctorum Siculorum”, dal Mongitore nel suo “
Martirologium Panormitanum”, dallo Judica nel “
Martirologio della Chiesa Palermitana “
nell’830.
La Vita del Santo è riportata
da Ottavio Caietano S.J. in
“ Vitae Sanctorum Siculorum
“ del 1657; da Agostino Inveges nella “ Storia di
Caccamo “; Francesco Carrera in “ Pantheon
Siculo “; Giuseppe Perdicaro in “Vite dei Santi
Siciliani “; Vito Maria Amico nel “ de Abbatiis
Sic. “.
Nei Menei ( Libri liturgici con le celebrazioni mensili
) e Sinassari ( Libri liturgici per la Celebrazione
Eucaristica ) bizantini è ricordato al 4 Gennaio.
In un Martirologio della
Chiesa Bizantina compare al 3 Settembre:
“
San Teoctisto Abate, morto nel 466-467 “
; nel Calendario della Chiesa Bizantina è segnato in due
date: al 3
Settembre“ San Teoctisto monaco “ ( + 467 ) e al 4
Gennaio: “ Sinassi dei 70 Apostoli e San Teoctisto di
Caccamo, monaco italo-greco, circa l’anno 800 “.
Nel
“ Martirologio Siculo “ del P. Ottavio Caietano S.J. del
1617 al 4 Gennaio è recensito:
“ In Sicilia, in Monasterio Cucumi,
S. Theoctisti Abbatis ;
Graecorum
Menol.
“ in Sicilia, nel Monastero di Cucumo S. Teotisto Abate “.
Nel “ Martirologium Panormitanum
Sanctorum Civium et Patronorum Urbis Panormi “ di Antonino
Mongitore del 1742 al 4 Gennaio è annotato:
JANUARIUS
Pridie Nonas Januarii
4 In
Monasterio Cucumiensi, apud Caccabum, S. Theoctisti Abbatis,
qui virtutibus meritisque plenus claruit circa annum
octingentesimum &
trigesimum “,
cioè:
4 “
Nel Monastero Cucumiense, presso Cacciamo, S. Teoctisto Abate, che rifulse pieno di
virtù e di meriti intorno all’anno 830 “.
Il Martirologio della Chiesa Palermitana di
Onofrio Judica del 1771 riporta lo stesso elogio.
Il P. Agostino Inveges nella
sua “ Cartagine Siciliana “ riporta da un antico
Evangeliario greco: “ Quarto Januarii
Festivitas Sanctorum septuaginta Apostolorum et
Teoctisti in Cucumo Abbatis “, cioè:
“ 4 gennaio Festa dei 70 Apostoli e Teoctisto Abate di
Caccamo “.
Fu iscritto nel Calendario Palermitano nel 1737, in
virtù della Bolla di Gregorio XIII del 30/12/1573 concessa
alle Chiese di Spagna e alle terre soggette al Re Cattolico “
di poter celebrare con Ufficio Proprio i Santi non descritti
nel Calendario , ma che fossero naturali della Diocesi o
Patroni della Chiesa o della Diocesi e i loro Corpi o notabili
Reliquie si avessero in quella Chiesa o Diocesi “.
Il 19 Novembre 1736 D.
Giuseppe Stella, Arcidiacono e Vicario Generale in Sede
vacante, poi Vescovo di Mazara del Vallo, ordinò che fosse
iscritto nel Calendario.
Nel
Calendario della Chiesa Palermitana del 1771 è riportato al
15 Febbraio:
15 Februarii
Theoctisti Abb. semiduplex
fuit 4 Januarii, cioè:
15 Febbraio
Teoctisto Abate semidoppio ( fu il 4 Gennaio ), poiché
il 4 gennaio cadeva l’Ottava dei SS. Innocenti.
La Celebrazione non
compare mai nel testo delle Messe Proprie per la Città e
Diocesi di Palermo, a partire dall’edizione del 1774 fino a
quella del 1967, perché il testo era quello della Messa dal
Comune degli Abati: Os Justi.
Compare però al 4 Gennaio, poiché
Abate dell’Ordine di S. Basilio, nel Testo delle Messe
Proprie dell’Archimandritato di Messina del 1929
e nel Calendario delle Chiese di Sicilia fino al 1975
.
Con
l’edizione del Calendario delle Chiese di Sicilia del 1976
la celebrazione è stata espunta.
Poiché, però, a norma dell'Istruzione
" Calendaria particularia " i Santi si
possono celebrare nei vari luoghi con un grado più proprio,
S. Teoctisto, Abate basiliano, nella Città di Caccamo ha il
grado liturgico di Memoria Obbligatoria.
Autore:
Ugo Russo ©
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