L'Indulgenza

             

CHE COS'È L'INDULGENZA
L'indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa [cioè per i quali si è già ottenuta l'assoluzione confessandosi ], remissione che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della redenzione con la sua autorità «dispensa ed applica il tesoro delle soddi­sfazioni di Cristo e dei santi»
(Paolo VI, costituzione apo­stolica Indulgentiarum doctrina, 1967).

CHE COS'È LA PENA TEMPORALE
Il peccato ha due conseguenze. In primo luogo, se grave, esso comporta la privazione della comunione con Dio, e la pena eterna, cioè l'inferno. E questa viene cancellata ogni qual volta ci confessiamo fruttuosamente e così ve­niamo riammessi alla comunione con Dio nello stato di grazia soprannaturale. In secondo luogo «ogni peccato, anche veniale, provoca un attaccamento malsano alle creature che ha bisogno di purificazione, sia quaggiù, sia dopo la morte, nello stato chiamato purgatorio. Tale purificazione libera dalla cosiddetta «pena temporale» del «peccato» (Catechismo della Chiesa cattolica, n.1472).
Questa seconda conseguenza del peccato, cioè la pena temporale, a cui si può essere ancora obbligati nono­stante il perdono delle colpe ottenuto nella confessione, può essere scontata o quaggiù, sulla terra, con volonta­rie preghiere e penitenze, con opere di pietà, di mortifica­zione e di carità, oppure nell'aldilà, nel purgatorio.

CHE DIFFERENZA C'È TRA L'INDULGENZA PLENARIA E L'INDULGENZA PARZIALE
L'indulgenza plenaria di per sé rimette tutta la pena temporale dei peccati già perdonati quanto alla colpa (il che, per i peccati mortali, esige necessariamente la confes­sione sacramentale). Invece l'indulgenza parziale di per sé rimette una parte della pena temporale.

CHI PUÒ OTTENERE LE INDULGENZE
Può ottenere le indulgenze solo chi è battezzato e non sia scomunicato. Per conseguirle, il fedele battezzato deve essere in grazia di Dio, senza cioè peccato mortale, perché il debito della pena temporale non può essere rimesso se non dopo la cancellazione della colpa e la remissione della pena eterna operate dal sacramento della confessione o, in caso di impossibi­lità di confessarsi, da un atto di sincera contrizione, col proposito di accedere al sacramento della penitenza non appena possibile.
È inoltre necessaria l'intenzione di ottenere l'indulgen­za, perché il beneficio è concesso solo a chi positivamente intende riceverlo.

COME SI OTTIENE L'INDULGENZA PLENARIA
Il  primo requisito è «l'esclusione di qualsiasi affetto al peccato anche veniale»
(Enchiridion indulgentiarum, norma 20§ 1).
Occorre poi, oltre che compiere l'atto a cui la Chiesa annette l'indulgenza plenaria, adempiere alle seguenti condizioni:
confessarsi (la confessione deve essere "individuale e integra");
fare la comunione eucaristica;
pregare secondo le intenzioni del Papa (ad esempio, un Padre Nostro e un'Ave Maria).