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25
SETTEMBRE
BEATO FRANCESCO SPOTO
( mo )
martire
Nato
l’8 luglio 1924 a Raffadali (Agrigento), sacerdote nel 1951, fu
eletto nel 1959 Superiore generale della Congregazione dei Missionari
Servi dei Poveri. Nel suo quinquennio di governo l’Istituto si
accrebbe in dignità ed in numero di aderenti. Nel 1964 partì per la
Missione aperta in Africa pochi anni prima, dove i confratelli erano
in grave pericolo a causa della guerra civile scoppiata nel Congo. Per
salvare la vita ai tre sodali offrì la propria al Signore.
Un’offerta che non è stata vana: il suo sangue innocente ha
irrorato le zolle di quel lembo di terra d’Africa, che hanno fatto
crescere e sviluppare dal loro grembo frutti copiosi. Il Beato
Francesco Spoto andò incontro alla morte affidandosi al mistero
insondabile e adorabile della volontà di Dio, con lo spirito
dell’ubbidienza filiale di Gesù vissuta fino alla morte in croce (Fil
2,8).
Dal
comune di un martire
UFFICIO DELLE
LETTURE
INVITATORIO V. Signore, apri le mie
labbra R. e la mia bocca proclami la tua
lode. Antifona Venite, adoriamo il re
dei martiri,
Cristo Signore. SALMO
94 Invito a lodare
Dio ( Il Salmo 94 può essere sostituito dal
salmo 99 o 66 o 23 ) Esortandovi a vicenda ogni giorno,
finché dura « quest'oggi » (Eb 3,13).
Si enunzia e si ripete l'antifona.
Venite, applaudiamo al Signore, * acclamiamo
alla roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli
grazie, * a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).
Poiché
grande Dio è il Signore, * grande re sopra tutti gli dèi. Nella sua
mano sono gli abissi della terra, * sono sue le vette dei monti. Suo
è il mare, egli l'ha fatto, * le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).
Venite, prostràti adoriamo, * in ginocchio davanti al
Signore che ci ha creati. Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo
pascolo, * il gregge che egli conduce (Ant.).
Ascoltate
oggi la sua voce: † « Non indurite il cuore, * come a
Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri
padri: * mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).
Per
quarant'anni mi disgustai di quella generazione † e
dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, * non conoscono le mie
vie; perciò ho giurato nel mio sdegno: * Non entreranno
nel luogo del mio riposo » (Ant.).
Gloria al
Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel
principio, e ora e sempre, * nei secoli dei secoli. Amen (Ant.). Inno Gerusalemme
nuova,
immagine di pace,
costruita per sempre
nell'amore del Padre.
Tu discendi dal cielo
come vergine sposa,
per congiungerti a Cristo
nelle nozze eterne.
Dentro le tue mura,
risplendenti di luce,
si radunano in festa
gli amici del Signore:
pietre vive e preziose,
scolpite dallo Spirito
con la croce e il martirio
per la città dei santi.
Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.
1^ Antifona
Sarete odiati a causa del
mio nome:
ma chi sarà fedele sino alla fine sarà salvo.
SALMO 2
Il Messia, Re vittorioso
I capi di questa città si radunarono insieme, contro il
tuo santo servo Gesù, che tu hai consacrato Messia (At 4, 27).
Perché le genti congiurano *
perché invano cospirano i popoli?
Insorgono i re della terra †
e i principi congiurano insieme *
contro il Signore e contro il suo Messia:
«Spezziamo le loro catene, *
gettiamo via i loro legami».
Se ne ride chi abita i cieli, *
li schernisce dall'alto il Signore.
Egli parla loro con ira, *
li spaventa nel suo sdegno:
«Io l'ho costituito mio sovrano *
sul Sion mio santo monte».
Annunzierò il decreto del Signore. †
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, *
io oggi ti ho generato.
Chiedi a me, ti darò in possesso le genti *
e in dominio i confini della terra.
Le spezzerai con scettro di ferro, *
come vasi di argilla le frantumerai».
E ora, sovrani, siate saggi *
istruitevi, giudici della terra;
servite Dio con timore *
e con tremore esultate;
che non si sdegni *
e voi perdiate la via.
Improvvisa divampa la sua ira. *
Beato chi in lui si rifugia.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^
Antifona
Sarete odiati a causa del mio nome:
ma chi sarà fedele sino alla fine sarà salvo.
2^ Antifona
Non sono paragonabili le sofferenze presenti
alla gloria futura che apparirà in noi
SALMO 10
Nel Signore è la fiducia del
giusto
Beati coloro che hanno fame e
sete della giustizia perché saranno saziati (Mt 5,6).
Nel Signore mi sono rifugiato, come potete dirmi: *
«Fuggi come un passero verso il monte»?
Ecco, gli empi tendono l'arco, †
aggiustano la freccia sulla corda *
per colpire nel buio i retti di cuore.
Quando sono scosse le fondamenta, *
il giusto che cosa può fare?
Ma il Signore nel tempio santo, *
il Signore ha il trono nei cieli.
I suoi occhi sono aperti sul mondo, *
le sue pupille scrutano ogni uomo.
Il Signore scruta giusti ed empi, *
egli odia chi ama la violenza.
Farà piovere sugli empi
brace, fuoco e zolfo, *
vento bruciante toccherà loro in sorte.
Giusto è il Signore, ama le cose giuste; *
gli uomini retti vedranno il suo volto.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
2^
Antifona
Non sono paragonabili le sofferenze presenti
alla gloria futura che apparirà in noi
3^ Antifona
Come oro nel fuoco il Signore
li ha provati,
li ha graditi come un olocausto.
SALMO 16 Dio,
speranza dell'innocente perseguitato
Nei
giorni della sua vita terrena Cristo offrì preghiere e suppliche a
colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito
per la sua pietà (Eb 5, 7) I (1-9)
Accogli, Signore, la causa del giusto,*
sii attento al mio grido.
Porgi l'orecchio alla mia preghiera:*
sulle mie labbra non c'è inganno.
Venga da te la mia sentenza,*
i tuoi occhi vedano la giustizia.
Saggia il mio cuore, scrutalo di notte,*
provami al fuoco, non troverai malizia.
La mia bocca non si è resa colpevole,*
secondo l'agire degli uomini;
seguendo la parola delle tue labbra,*
ho evitato i sentieri del violento.
Sulle tue vie tieni saldi i miei passi*
e i miei piedi non vacilleranno.
Io t'invoco, mio Dio: dammi risposta;*
porgi l'orecchio, ascolta la mia voce,
mostrami i prodigi del tuo amore:*
tu che salvi dai nemici
chi si affida alla tua destra.
Custodiscimi come pupilla degli occhi,*
proteggimi all'ombra delle tue ali,
di fronte agli empi che mi opprimono,*
ai nemici che mi accerchiano.
Essi hanno chiuso il loro cuore,*
le loro bocche parlano con arroganza.
Eccoli, avanzano, mi circondano,*
puntano gli occhi per abbattermi;
simili a un leone che brama la preda,*
a un leoncello che si apposta in agguato.
Sorgi, Signore, affrontalo, abbattilo;*
con la tua spada scampami dagli empi,
con la tua mano, Signore, dal regno dei morti*
che non hanno più parte in questa vita.
Sazia pure dei tuoi beni il loro ventre †
se ne sazino anche i figli*
e ne avanzi per i loro bambini.
Ma io per la giustizia contemplerò il tuo volto,*
al risveglio mi sazierò della tua presenza.
3^
Antifona
Come oro nel fuoco il Signore
li ha provati,
li ha graditi come un olocausto.
Versetto V.
Mi afferra l'angoscia e l'oppressione
R. ma la tua parola mi sostiene
Prima Lettura
Dal libro del Siracide
51,1-12
Rendimento di grazie a Dio che ha liberato i suoi dalla tribolazione
Ti
glorificherò, Signore mio re, ti loderò, Dio mio salvatore;
glorificherò il tuo nome,
perché fosti mio protettore e mio aiuto e hai liberato il mio corpo
dalla perdizione,
dal laccio di una lingua calunniatrice, dalle labbra che proferiscono
menzogne;
di fronte a quanti mi circondavano sei stato il mio aiuto e mi hai
liberato,
secondo la tua grande misericordia e per il tuo nome, dai morsi di chi
stava per divorarmi,
dalla mano di quanti insidiavano alla mia vita, dalle molte
tribolazioni di cui soffrivo,
dal soffocamento di una fiamma avvolgente, e dal fuoco che non avevo
acceso,
dal profondo seno degli inferi, dalla lingua impura e dalla parola
falsa.
Una calunnia di lingua ingiusta era giunta al re. La mia anima era
vicina alla morte,
la mia vita era alle porte degli inferi. Mi assalivano dovunque e
nessuno mi aiutava;
mi rivolsi per soccorso agli uomini, ma invano. Allora mi ricordai
delle tue misericordie, Signore, e delle tue opere che sono da sempre,
perché tu liberi quanti sperano in te,
li salvi dalla mano dei nemici. Ed innalzi dalla terra la mia
supplica; pregai per la liberazione dalla morte. Esclamai: «Signore,
mio padre tu sei e campione della mia salvezza, non mi abbandonare nei
giorni dell'angoscia, nel tempo
dello sconforto e della desolazione.
Io loderò sempre il tuo nome; canterò inni a te con riconoscenza».
La mia supplica fu esaudita; tu mi salvasti infatti dalla rovina e mi
strappasti da una cattiva situazione. Per questo ti ringrazierò e ti
loderò, benedirò il nome del Signore.
Responsorio R. Darò gloria al tuo nome,
Signore: * sei stato per me aiuto e
difesa
V. Esulterò di gioia per la tua grazia.
R. sei stato per me aiuto e difesa
Seconda Lettura
Dalle
“Lettere” del beato Francesco Spoto
(Biringi, 7 novembre 1964)
Distacco da tutto e abbandono in Dio
Sia Gesù amato da tutti i cuori!...
La visita alla nostra missione di Biringi mi ha dato la soddisfazione
di constatare personalmente il lavoro compiuto con grandi sacrifici
dai nostri Religiosi: la fede cristiana è stata accolta dalla
popolazione indigena con grande entusiasmo e numerose e costanti sono
le conversioni. L’avvenire della missione si delinea promettente di
copiosi frutti.
La mia permanenza nella nostra missione doveva prolungarsi al massimo
per tre mesi. Intanto la situazione politica si è aggravata
rapidamente e non è più possibile passare la frontiera, finché non
tornino di nuovo la normalità e la pace.
L’attività missionaria per ora è sospesa a causa della situazione
politica e non si sa quando si potranno riprendere i safari. Io
intanto cercherò di rendermi utile al più presto, in maniera che
l’apostolato possa riprendersi con intensità non appena la
situazione politica lo permetterà. Spero di essere costì a Natale.
Ma mi sarà possibile allora passare la frontiera? Sarà migliorata
allora la crisi della nostra comunità? Le previsioni sono purtroppo
poco confortanti. Io vorrei venire anche adesso per liberarmi da
queste sofferenze fisiche e morali, ma il dovere m’inchioda qui. Con
quale coscienza posso lasciare quest’opera della Congregazione nella
viru-lenta crisi che attraversa? E’ angustiante dover prendere una
decisione, ma è necessario prenderla.
Fra le altre soluzioni preferisco la seguente: restare qui e
sacrificare me stesso, distaccandomi per sempre da mia mamma,
fiducioso che il Crocifisso rimarginerà questa ferita, anziché
compromettere l’onore della Congregazione, chiudendo o
compromettendo la missione. Se quindi resto qui, nella speranza di
poter contribuire a migliorare la situazione di questa comunità, non
lo è per puntiglio o per disinteresse, ma solo per un alto senso del
dovere, solo per l’interesse e l’amore della Congregazione, che
sta prevalendo anche sull’affetto di mia mamma. Essendo io quindi
costretto da questa incerta situazione a restare qui, non posso più
assolvere i miei doveri di Superiore Generale.
In previsione delle peggiori ipotesi, ma speriamo che non
s’avverino, Le invio le dimissioni ufficiali dalla carica che
occupo, valevoli dal 1° gennaio 1965, in maniera che Lei entro i sei
mesi possa tenere regolarmente la convocazione ordinaria del Capitolo
per la elezione del nuovo Superiore Generale. In tal modo potrà
guidare l’Opera con piena autorità.
Ringrazio pertanto i Rev.mi Padri Consiglieri e tutti i Religiosi per
l’affettuosa e intensa collaborazione da loro generosamente avuta
nella difficile carica; rinnovo i miei sensi di profondo attaccamento
ed intenso amore per la Congregazione, il cui progresso spirituale e
materiale costituisce l’unico ideale della mia vita e mi metto a
piena disposizione del nuovo Superiore Generale, pronto a eseguire
fedelmente e anche col sacrificio della vita i di Lui ordini. Conservo
di tutti i Religiosi un grato e affettuoso ricordo e tutti raccomando
al Signore nelle preghiere. Intanto io cercherò qui di rendermi utile
impegnando quelle poche e limitate energie che il Signore mi concede
per continuare l’apostolato in mezzo a questa popolazione. Ma non
perdiamoci di coraggio! Il Signore ci dovrà aiutare e ci aiuterà
certamente. Credo di trovare comprensione e conforto in Lei.
Mi raccomando pertanto alla preghiera dei Rev.mi Padri Consiglieri e
dei Religiosi, perché il Signore mi aiuti e mi protegga in questo
campo di lavoro.
Mi raccomandi al Signore.
Responsorio Cf.
Fil 3,8-11; 2Tm 4,7 R. Tutto
ho stimato una perdita pur di conformarmi a Cristo nella morte,*
con la
speranza di giungere alla risurrezione dei morti.
V. Ho
combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa,
ho conservato la fede. R. con
la speranza di giungere alla risurrezione dei morti.
Orazione
O
Dio, speranza dei poveri,
che hai associato al sacrificio di Cristo
l’offerta del beato sacerdote Francesco,
fedele al tuo volere fino al martirio,
donaci, sul suo esempio e per sua intercessione,
la docilità ai tuoi insondabili disegni
e il coraggio di testimoniare il Vangelo
nel gioioso servizio tuo e dei fratelli.
Per il
nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è
Dio e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito
Santo, per tutti i secoli.
R. Amen. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
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