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Liturgia delle Ore - Ufficio delle Letture |
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GENNAIO
SAN GIUSEPPE MARIA TOMASI (m)
sacerdote
Nacque
a Licata nel 1649 da Giulio, duca di Palma e principe di Lampedusa,
e da Rosalia Traina. Nel 1664 entrò tra i Teatini in S. Giuseppe di
Palermo.
Fu ordinato sacerdote nel 1673 a Roma e ivi dimorò in una povera
stanza
attendendo
alle opere di pietà, agli studi liturgici e alla Sacra
Scrittura.
Fu creato cardinale da Clemente XI nel 1712. Morì l'anno seguente, il
1° gennaio.
UFFICIO DELLE
LETTURE
INVITATORIO
V. Signore, apri le mie
labbra
R. e la mia bocca proclami la tua
lode.
Antifona
Venite, adoriamo il pastore
supremo,
Cristo Signore.
SALMO
94 Invito a lodare
Dio
( Il Salmo 94 può essere sostituito dal
salmo 99 o 66 o 23 )
Esortandovi a vicenda ogni giorno,
finché dura « quest'oggi » (Eb 3,13).
Si enunzia e si ripete l'antifona.
Venite, applaudiamo al Signore, *
acclamiamo
alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli
grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.).
Poiché
grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua
mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo
è il mare, egli l'ha fatto, *
le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.).
Venite, prostràti adoriamo, *
in ginocchio davanti al
Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo
pascolo, *
il gregge che egli conduce (Ant.).
Ascoltate
oggi la sua voce: †
« Non indurite il cuore, *
come a
Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri
padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere (Ant.).
Per quarant'anni mi disgustai di quella generazione †
e
dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie
vie;
perciò ho giurato nel mio sdegno: *
Non entreranno
nel luogo del mio riposo » (Ant.).
Gloria al
Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel
principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen (Ant.).
Inno
Frumento
di Cristo noi siamo
cresciuto nel sole di Dio,
nell'acqua del fonte impastati,
segnati dal crisma divino.
In pane trasformaci, o Padre,
per il sacramento di pace:
un Pane, uno Spirito, un Corpo,
la Chiesa una-santa, o Signore.
O Cristo, pastore glorioso,
a te la potenza e l'onore
col Padre e lo Spirito Santo
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Se uno vuole essere il primo,
sia l'ultimo e il servo di tutti
SALMO 20, 2-8.14
Signore, il re gioisce della tua potenza, *
quanto esulta per la tua salvezza!
Hai soddisfatto il desiderio del suo cuore, *
non hai respinto il voto delle sue labbra.
Gli vieni incontro con larghe benedizioni; *
gli poni sul capo una corona di oro fino.
Vita ti ha chiesto, a lui l’hai concessa, *
lunghi giorni in eterno, senza fine.
Grande è la sua gloria per la tua salvezza, *
lo avvolgi di maestà e di onore;
lo fai oggetto di benedizioni per sempre, *
lo inondi di gioia dinanzi al tuo volto.
Perché il re confida nel Signore: *
per la fedeltà dell’Altissimo non sarà mai scosso.
Alzati, Signore, in tutta la tua forza; *
canteremo inni alla tua potenza.
1^
Antifona
Se uno vuole essere il primo,
sia l'ultimo e il servo di tutti
2^ Antifona
Quando apparirà il Pastore
supremo
sarete coronati di gloria immortale
SALMO 91
I ( 1- 9 )
È
bello dar lode al Signore *
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunziare al mattino il tuo
amore, *
la tua fedeltà lungo la notte,
sull’arpa a dieci corde e sulla lira, *
con canti sulla cetra.
Poiché mi rallegri, Signore,
con le tue meraviglie, *
esulto per l’opera delle tue mani.
Come
sono grandi le tue opere, Signore, *
quanto profondi i tuoi pensieri!
L’uomo insensato non intende *
e lo stolto non capisce:
se i peccatori germogliano come l’erba *
e fioriscono tutti i malfattori,
li attende una rovina eterna: *
ma tu sei l’eccelso per sempre, o Signore.
2^
Antifona
Quando apparirà il Pastore supremo
sarete coronati di gloria immortale
3^ Antifona
Servo buono e fedele,
entra nella gioia del tuo Signore
II ( 10 - 16 )
Ecco,
i tuoi nemici, o Signore,
ecco, i tuoi nemici periranno, *
saranno dispersi tutti i malfattori.
Tu mi doni la forza di un bufalo, *
mi cospargi di olio splendente.
I miei occhi disprezzeranno i miei nemici,
e contro gli iniqui che mi assalgono *
i miei orecchi udranno cose infauste.
Il giusto fiorirà come palma, *
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore, *
fioriranno negli atri del nostro Dio.
Nella vecchiaia daranno ancora frutti, *
saranno vegeti e rigogliosi,
per annunziare quanto è retto il Signore: *
mia roccia, in lui non c’è ingiustizia.
3^
Antifona
Servo buono e fedele,
entra nella gioia del tuo Signore
Versetto
V.
Ascolterai dalla mia bocca la parola.
R. e la trasmetterai ai tuoi fratelli.
Prima Lettura
Dalla prima lettera di san Pietro
apostolo
5,1-11
I compiti dei pastori e dei fedeli
Esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano
come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria
che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato,
sorvegliandolo non per forza ma volentieri secondo Dio; non per vile
interesse, ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi
affidate, ma facendovi modelli del gregge. E quando apparirà il pastore
supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce.
Ugualmente, voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. Rivestitevi
tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai
superbi, ma dà grazia agli umili. Umiliatevi dunque sotto la potente
mano di Dio, perché vi esalti al tempo opportuno, gettando in lui
ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. Siate
temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente
va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede,
sapendo che i vostri fratelli sparsi per il mondo subiscono le stesse
sofferenze di voi.
E il Dio di ogni
grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, egli
stesso vi ristabilirà, dopo una breve sofferenza vi confermerà e vi
renderà forti e saldi. A lui la potenza nei secoli. Amen!
Responsorio
R. Ognuno ci consideri come
servi di Cristo,
responsabili dei misteri di Dio. * A chi
amministra, si chiede di essere fedele
V. Molti si proclamano gente per bene, ma una persona fidata
chi la trova ?
R. A chi amministra,
si chiede di essere fedele.
Seconda Lettura
Da
una lettera di san Giuseppe Maria Tomasi alla sorella suor Maria Maddalena
( Lettera del 25 maggio 1675, ed I.Scicolone, in " Ho Theologos "22 ( 1979 ) 48- 50 )
Se siamo membra di Cristo saremo partecipi della sua croce e della sua gloria
Ho ricevuto molta consolazione dalla tua lettera del 5
aprile e ne rendo grazie al datore di ogni bene, dal quale procede ogni
gioia vicendevole.Tu m'inviti al Calvario e alla Croce.
Io vorrei invitarti al Monte degli Ulivi e alla nube dell'Ascensione.Tu mi
hai scritto in tempo di rigorosa penitenza dedicato alla memoria del
Signore crocifisso; io ti scrivo in giorni consacrati al Signore che
trionfa sulla morte e sull'inferno, al Signore che entra nella gloria del
Padre. Quanto sono diversi questi inviti! Tu ad un monte arido e di morte,
io ad un monte ombroso e pieno di ulivi; tu alla croce, ai chiodi, alle
spine; io alla nube,ai raggi, agli splendori celesti. Sono diversi, ma
uniti in quel Signore che congiunse gli uni e gli altri: Cristo nel
Calvario, lo stesso Cristo sul Monte degli Ulivi; Cristo sulla croce, lo
stesso Cristo nella nube, si che contemplandoli uniti nel capo, dobbiamo
ritrovarli in noi sue membra. Non so se hai mai fatto attenzione alle
parole che Cristo disse a Nicodemo:
" Nessuno sale in cielo se non colui, il Figlio dell'uomo, che è in
cielo ". Secondo queste parole nessuno sale in cielo se non Cristo.
Gli uomini dunque non andranno in cielo ?
Così è se li consideriamo come semplici creature.
Ma se li consideriamo come membra di Cristo e parti del suo mistico corpo
che è la santa Chiesa, cioè l'assemblea dei fedeli, certo che entreranno
in cielo, perchè se vi entra il capo, deve entrarvi anche il resto del
corpo. Se dunque noi siamo membra di Cristo e tralci, cioè rami vivi,
della vite che è Cristo - secondo la sua parola - " Io sono la vite,
voi i tralci " - ne consegue che siamo partecipi della stessa sorte
che spetta al capo e alla vite. Per questa unione conviene a noi ciò che
conviene a Cristo, per la nostra condizione di membra e di tralci.
Calvario al capo, Calvario alle membra; croce al capo, croce alle
membra,Monte degli Ulivi ai tralci e ai rami; nube alla vite, nube ai
tralci, perchè il corpo perfetto richiede unione di capo e di membra, e
la pianta perfetta, unione di vite e di tralci. Si, andiamo ora al
Calvario e alla Croce per potere poi essere partecipi dell'Oliveto e delle
nubi celesti nell'ultimo viaggio da questo mondo; la pace non si gode se
non dopo la guerra, gli ulivi dopo i cipressi, le rugiadose nuvole dopo
quelle tempestose. Portiamo ora la croce, crocifiggiamoci, ma non perdiamo
di vista il Monte degli Ulivi e la splendida nube, perchè se quella ci fa
soffrire sospesi tra il cielo e la terra, questa ci solleverà totalmente
al cielo. Quanto allevia le nostre pene la speranza della gloria ! Anzi
non sono più pene perchè ci preparano premi eterni.
Orsù dunque, gli occhi al Monte degli Ulivi, le mani, i piedi e il corpo
trafitto e inchiodato sul Calvario. Mettiamoci in cammino alacremente,
perchè abbiamo l'eredità celeste non solo promessa, ma posseduta. Nel
mondo si prende possesso di un luogo ponendovi i piedi; noi invece abbiamo
preso possesso del cielo per l'ingresso del nostro Capo; non vi abbiamo
posto i piedi, ma il nostro capo Cristo e così il cielo già ci
appartiene.
Ne abbiamo preso possesso il giorno dell'Ascensione, in cui si è compiuto
questo evento. Non ci resta che stare uniti a Cristo in vita e in morte.
Sorella diletta in Cristo, prega Dio, perchè io sia vero tralcio di
Cristo dal quale come da vite e tronco, riceva il sostegno, l'aiuto, anche
se invisibile e insensibile, e perchè produca quei grappoli d'uva il cui
liquore serve per imbandire la mensa celeste nel regno di Dio, saporito al
gusto di Dio
( Cfr.Mc. 14,25 ). Sì,
berremo il vino nuovo nel Paradiso, come disse Cristo ai discepoli nella
Cena: " Non berrò più di questo frutto della vite sino a quando non
lo berrò con voi nuovo nel regno di Dio ".Questo vino sono le opere
sante fatte da noi con la grazia di Dio. Sia dunque io ramo ripieno di
succo di grazia e non mi curerò di essere potato come il tralcio.
Responsorio
Cfr.Sir.47,8; Mt.13,52
R. In ogni sua opera glorificò l'Altissimo con parole
di lode *
cantò inni a lui con tutto il cuore e amò colui che
l'aveva creato.
V. Scriba sapiente, trasse dal tesoro del Signore
cose nuove e cose antiche
R. Cantò
inni a lui con tutto il cuore e amò colui che l'aveva creato.
Orazione
O
Dio nostro Padre, che hai dato splendore
all'ordine sacerdotale in san Giuseppe Maria,
presbitero illustre per aver coltivato con somma pietà
la scienza delle sante Scritture e della Liturgia,
per sua intercessione concedi a noi di celebrare
in terra i divini uffici con sapienza e intelligenza,
per
attingervi con pienezza i doni del tuo Spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio,
che è Dio e vive e regna con te, nell'unità
dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.