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Liturgia delle Ore - Lodi mattutine |
15 LUGLIO
Ritrovamento delle reliquie di
S. Rosalia, vergine (
mf )
La
patrona di Palermo, che gode di una diffusa devozione in Sicilia al pari
delle martiri Agata di Catania e Lucia di Siracusa, non ha una storia
altrettanto ricca di testimonianze e di tradizioni.
Uno studioso morto nel 1620, Ottavio Gaetani, lamentava di non aver
trovato tracce lasciate dagli antenati su questa santa, nonostante la cura
con cui le aveva cercate un po' ovunque. Tre anni dopo la sua morte,
sembra che la stessa santa abbia provveduto a colmare questa lacuna,
apparendo nell'ottobre 1623 a una donna ammalata, ordinandole di recarsi
in pellegrinaggio alla chiesetta sul monte Pellegrino, un aspro
promontorio che chiude a ponente il golfo di Palermo.
La donna attese il maggio seguente prima di ottemperare al desiderio di S.
Rosalia, che apparendole nuovamente le indicò il posto dov'erano celati i
suoi resti mortali.
Il 15 luglio le ricerche ebbero buon esito, ma le ossa, raccolte in una
grotta scavata tra i massi, non recavano alcuna iscrizione di
appartenenza. Si dubitò all'inizio che si trattasse di resti umani.
L'arcivescovo di Palermo, Giannettino Doria, costituì una commissione di
periti, composta di medici e di teologi, che l' 11 febbraio 1625 si
pronunciò per l'autenticità delle reliquie.
Ciò riaccese la devozione popolare e Urbano Vlll nel 1630 inserì il nome
della santa nel Martirologio Romano al 15 luglio e al 4 settembre.
In quello stesso periodo, e precisamente il 25 agosto 1624, quaranta
giorni dopo la scoperta delle ossa, due muratori, mentre eseguivano dei
lavori presso il convento domenicano di S Stefano di Quisquina, trovarono
in una grotta una iscrizione latina, assai rudimentale, che diceva: «Ego
Rosalia Sinibaldi Quisquine et Rosarum Domini filia amore Domini mei lesu
Christi in hoc antro habitari decrevi », io Rosalia Sinibaldi, figlia
delle rose del Signore, per amore del mio Signore Gesù Cristo ho deciso
di abitare in questo antro di Quisquina. Ciò confermava in parte le
tradizioni orali, raccolte dallo stesso Gaetani, che parlavano di S.
Rosalia, nata a Palermo, vissuta per alcuni anni alla corte della regina
Margherita, moglie del re Guglielmo I di Sicilia (1154-1166). Avuto
in dono dalla regina il monte Pellegrino, Rosalia vi stabilì la sua
dimora, o meglio lo scelse come luogo di ritiro, per l'aspra solitudine
che offrivano le sue balze rocciose, protese sull'azzurro mare. Vi
condusse vita di penitenza e qui tornò per l'estremo riposo,
probabilmente dopo aver peregrinato in altri luoghi ancor più preclusi
alle distrazioni mondane, sull'esempio degli antichi anacoreti.
LODI MATTUTINE
V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore,
vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo
Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei
secoli. Amen. Alleluia.
Inno
O Cristo, Verbo del Padre
glorioso re delle vergini
luce e salvezza del mondo,
in te crediamo.
Cibo e bevanda di vita,
balsamo, veste, dimora,
forza, rifugio, conforto,
in te speriamo.
Illumina col tuo Spirito
l'oscura notte del male,
orienta il nostro cammino
incontro al Padre. Amen.
1^ Antifona
Come terra assetata,
Rosalia
nella solitudine dei monti cercò il Signore.
SALMO 62,2-9
L'anima assetata del Signore
O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco,*
di te ha sete l'anima mia,
a te anela la mia carne,*
come terra deserta,
arida, senz'acqua.
Così nel santuario ti ho cercato,*
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita,*
le mie labbra diranno la tua lode.
Così ti benedirò finché io viva,*
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito,*
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.
Quando nel mio giaciglio di te mi ricordo*
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,*
esulto di gioia all'ombra delle tue ali.
A te si stringe*
l'anima mia
e la forza della tua destra*
mi sostiene.
1^
Antifona
Come terra assetata, Rosalia
nella solitudine dei monti cercò il Signore.
2^ Antifona
Pia ed umile di cuore, servì il Signore
e lo glorificò per le opere delle sue mani.
CANTICO
Dn.3,57-88.56
Ogni
creatura lodi il Signore
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore,*
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benedite, angeli del Signore, il Signore,*
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli,
il Signore,*
Benedite, potenze tutte del Signore, il Signore,
benedite, sole e luna, il Signore,*
benedite, stelle del cielo, il Signore
Benedite, piogge e rugiade, il Signore,*
benedite, o venti tutti, il Signore,
benedite, fuoco e calore, il Signore,*
benedite, freddo e caldo, il Signore.
Benedite, rugiada e brina, il Signore,*
benedite, gelo e freddo, il Signore,
benedite, ghiacci e nevi, il Signore,*
benedite, notti e giorni, il Signore.
Benedite, luce e tenebre, il Signore,*
benedite, folgori e nubi, il Signore,
Benedica la terra il Signore,*
lo lodi e lo esalti nei secoli.
Benedite, monti e colline, il Signore,*
Benedite, creature tutte che germinate sulla terra,
il Signore,
Benedite, sorgenti, il Signore,*
Benedite, mari e fiumi, il Signore.
Benedite, mostri marini
e quanto si muove nell'acqua, il Signore,*
benedite, uccelli tutti dell'aria, il Signore,
Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici,
il Signore,*
benedite, figli dell'uomo, il Signore.
Benedica Israele il Signore,*
lo lodi e lo esalti nei secoli.
Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore,*
benedite, o servi del Signore, il Signore.
Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore,*
benedite, pii e umili di cuore, il Signore.
Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore,*
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
Benediciamo il
Padre e il Figlio con lo Spirito Santo,*
lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo,*
degno di lode e di gloria nei secoli.
2^
Antifona
Pia ed umile di cuore, servì il Signore
e lo glorificò per le opere delle sue mani.
3^ Antifona
Il Signore ama il suo
popolo
ai poveri di spirito dona una corona di gloria
SALMO 149
Festa
degli amici di Dio
Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell'assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo Creatore,
esultino nel loro Re i figli di Sion.
Lodino il suo nome con danze,
con timpani e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo,
incorona gli umili di vittoria.
Esultino i fedeli nella gloria,
sorgano lieti dai loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca
e la spada a due tagli nelle loro mani,
per compiere la vendetta tra i popoli
e punire le genti;
per stringere in catene i loro capi,
i loro nobili in ceppi di ferro;
per eseguire su di essi il giudizio già scritto:
questa è la gloria per tutti i suoi fedeli.
3^ Antifona
Il
Signore ama il suo popolo
ai poveri di spirito dona una corona di gloria
Lettura Breve
Cant. 8,6-7
Mettimi come sigillo sul tuo
cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l'amore,
tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe son vampe di fuoco,
una fiamma del Signore!
Le grandi acque non possono spegnere l'amore
né i fiumi travolgerlo.
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa
in cambio dell'amore, non ne avrebbe che dispregio.
Responsorio
Breve
R. Di te ha detto il mio
cuore: * Io cerco il tuo volto.
Di te ha detto il mio cuore: Io cerco il tuo
volto.
V.
Non nasconderti a me, Signore:
Io cerco il tuo volto.
Gloria al Padre e al
Figlio e allo Spirito Santo.
Di te ha detto il mio cuore: Io cerco il
tuo volto.
Antifona al Benedictus
Fiorì come rosa e giglio,
come incenso sparse il suo profumo
e benedisse il Signore per tutte le sue opere.
CANTICO DI ZACCARIA
Lc 1, 68-79